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Pesca turismo
Partecipare ad un pescaturismo vi permetterà di conoscere alcuni dei sistemi di pesca maggiormente praticati lungo la Costiera Amalfitana. Un'occasione per imparare qualcosa in più del mestiere del pescatore, a cui vogliamo prepararvi, fornendovi alcune semplici informazioni sui diversi attrezzi utilizzati durante le nostre battute di pesca.Il "PALANGARO", detto anche "PALAMITO" o "COFFA" , utilizza ami innescati con esche naturali, artificiali, ad attrazione olfattiva o luminosa. Su di un lungo cavo vengono montati, ad intervalli regolari, numerosi ami, calati poi in prossimità del fondo (è il caso del merluzzo) a mezz'acqua o in superficie (come avviene per i tonni) a seconda della specie da catturare.
Le "NASSE" sono delle piccole trappole, costruite con vimini o reti montate su legno e ferro, innescate con esche di diversa natura a seconda della specie da pescare. Si definiscono "trappole mobili" perché vengono tirate a bordo ogni volta che si deve prelevare il pescato, e rigettate in mare per una nuova raccolta. Sono dotate di una "bocca di ingresso" ad imbuto nella quale, una volta calate in mare, il pesce, attratto dall'esca, entra e resta intrappolato.
Nelle notti da giugno ad agosto, potrete partecipare ad una pescata tutta particolare: la "TOTANARA". E' un sistema a lenza, con la caratteristica di avere un amo speciale, l'ancoretta, senza esche. Il totano, infatti, viene attratto dal movimento dell'amo e da lampade luminose calate in mare. Le lenze, vengono calate e tenute sotto controllo continuo da parte del pescatore. Appena un esemplare abbocca si inizia il recupero. Le lenze possono essere tenute con la mano o con una canna da pesca, lasciate ferme in attesa che un pesce vi abbocchi, o mosse o trainate per invogliare i predatori ad inseguire l'esca.